Pasta Julia, fissato un incontro. Riparte la produzione

Share

L'assessore regionale Riommi ha convocato un tavolo con Pasta Julia, Gepafin e i sindacati. Tregua fino a giovedì, ma continua il presidio permanente in azienda

di Redazione

Ripresa parziale della produzione e un tavolo istituzionale fissato per giovedì 19 giugno. E' questa la situazione attuale per i lavoratori di Pasta Julia srl. Le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fai Cisl dell’Umbria sono state informate dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Vincenzo Riommi, della convocazione di un tavolo istituzionale, con Pasta Julia Spa, Gepafin e Pasta Julia Srl, per giovedì 19 giugno alle ore 12.00. L’assessore ha quindi chiesto a Pasta Julia srl, affittuaria del ramo d’azienda, di riprendere una parte della produzione per garantire continuità nelle forniture alla grande distribuzione e non perdere importanti commesse.

Le organizzazioni sindacali hanno da parte loro confermato il presidio permanente in azienda, almeno fino a giovedì 19 giugno, consentendo tuttavia una parziale ripresa della produzione, proprio al fine di evitare danni per il futuro produttivo di Pasta Julia. “Abbiamo concesso questa piccola ripresa dell’attività con senso di responsabilità, ma giovedì al tavolo esigeremo risposte definitive, che facciano chiarezza una volta per tutte sul futuro dei lavoratori di Pasta Julia”, affermano Augusto Paolucci della Flai Cgil e Loreto Fioriti della Fai Cisl.

"Ad oggi – continuano i due sindacalisti – abbiamo una realtà produttiva, rappresentata da Pasta Julia srl, che negli ultimi due anni ha garantito l’attività, gli stipendi e l’occupazione, dall’altra parte, invece si sono affacciati soggetti con grandi promesse poi rivelatisi però inconcludenti, ma ai quali i commissari e i giudici avevano affidato il futuro dell’azienda. Per fortuna i sindacati e i lavoratori hanno impedito che quella decisione portasse a conseguenze drammatiche, ma oggi non vorremmo ritrovarci di fronte alla stessa situazione di allora. Di certo i lavoratori, giovani, con figli piccoli e in molti casi donne – concludono Paolucci e Fioretti – non possono aspettare ancora nell’incertezza e nella paura di perdere il proprio futuro".

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.