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Piano nazionale del biologico: dieci obiettivi entro il 2020

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Più formazione, mense biologiche a scuola e in ospedale, maggiori controlli sui prodotti bio in arrivo da Paesi stranieri. Da definire la copertura economica.

di Redazione

Dieci azioni in quattro anni. E’ la sfida dell’Italia per far crescere ancora e di più l’agricoltura biologica nel nostro Paese. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato in Conferenza Stato Regioni il Piano Strategico nazionale del biologico, che prevede una serie di obiettivi mirati da raggiungere entro il 2020.
Partendo dalla particolare fase di sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia (+20% dei consumi interni) e in stretto raccordo con il tavolo di filiera del biologico, sono state definite le linee guida secondo un approccio che il viceministro alle politiche agricole con delega al biologico, Andrea Olivero ha sintetizzato in quattro principi: coordinamento delle iniziative di sviluppo, tutela del consumatore, semplificazione e ricerca.

AZIONE 1 – BIOLOGICO NEI PIANI DI SVILUPPO RURALE

Uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai Psr tra le diverse Regioni italiane. Indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai Psr. Particolare attenzione viene data alla formazione specifica per diffondere l’approccio agro-ecologico.

AZIONE 2 – POLITICHE DI FILIERA  

Favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, trasformazione, distribuzione e commercio attraverso la realizzazione di specifiche forme associative.

AZIONE 3 – BIOLOGICO MADE IN ITALY E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Valutare l’opportunità dell’introduzione di un segno distintivo e promuovere il bio Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agroalimentare. Sviluppare campagne di informazione specifiche per l’agricoltura biologica, utilizzando anche il web.

AZIONE 4 – BIOLOGICO E GREEN PUBLIC PROCUREMENT

Stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, e l’applicazione del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche.

AZIONE 5 – SEMPLIFICAZIONE DELLA NORMATIVA SUL BIOLOGICO

Favorire la semplificazione della normativa di settore, anche sulla base delle novità legislative Ue, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali.

AZIONE 6 – FORMAZIONE, INFORMAZIONE E TRASPARENZA

Istituzione di percorsi formativi sull’agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. Rafforzamento dei servizi del Sinab per migliorare la disponibilità di informazioni relative al settore.

AZIONE 7 – BIOLOGICO PAPER LESS – INFORMATIZZAZIONE

Sviluppare il Sib – Sistema di Informazione del Biologico, in linea con quanto previsto dal Piano Agricoltura 2.0, per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore con l’obiettivo di semplificare le procedure a carico degli operatori.

AZIONE 8 – REVISIONE NORMATIVA SUI CONTROLLI (D.LGS 220/95)

Migliorare l’efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia a garanzia delle imprese biologiche e dei consumatori.

AZIONE 9 – CONTROLLO ALLE IMPORTAZIONI – Intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti per favorire un rapido scambio di informazioni.

AZIONE 10 – PIANO PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

Predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica. Costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, con gli enti vigilati dal Mipaaf, ed il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.

IL BIOLOGICO IN ITALIA:  NUMERI, RICERCA E CONTROLLI

Oltre 1,3 milioni ettari di superficie, più di 55.000 operatori e un fatturato di quasi 4 miliardi di euro. Nell’ultimo anno i consumi interni di prodotti biologici hanno registrato un incremento del 20%.

Oltre agli incentivi che i Psr prevedono per la ricerca, la Legge 488/99 (finanziaria del 2000) ha istituito il Fondo per la ricerca nel settore dell’agricoltura biologica e di qualità, alimentato dalle entrate derivanti dal versamento di contributi, nella misura del 2% del fatturato dell’anno precedente, relativo alla vendita di prodotti fitosanitari, di fertilizzanti di sintesi e di presidi sanitari. La dotazione media annuale è di circa 3 milioni di euro e sono attualmente in corso 17 progetti nazionali e 7 internazionali.
Per la tutela del consumatore e la garanzia della concorrenza leale, il sistema dei controlli sul biologico svolti dall’Ispettorato repressione frodi prevede verifiche in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione con prelievo e analisi di campioni. Nel 2015 l’Ispettorato ha effettuato 2.074 controlli, con una verifica per quasi 2.700 prodotti e 1.700 operatori.

Adesso il Piano entra nella fase operativa ed è stato già divulgato sul sito del ministero delle Politiche agricole e su quello del Sinab. Un plauso arriva da Confagricoltura che giudica il documento programmatico “un passo fondamentale per il settore del bio, frutto di un lavoro sinergico tra Mipaaf, Regioni e Organizzazioni agricole e di settore”.

 “Pur non essendo ancora definita la dotazione economica per la sua realizzazione, il Piano – ha commentato Confagricoltura – rappresenta un indirizzo chiaro e completo che contribuirà a sviluppare il settore e a tutelare il consumatore. Ci auguriamo che abbia il necessario supporto economico da parte del governo”.

 Il settore del bio è in continua crescita – come riporta Ismea nel suo Rapporto Bio Retail – con un giro d’affari al consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro nel solo canale domestico. Gli acquisti di alimenti biologici presso la Gdo hanno un valore di circa 855 milioni ed esprimono tassi di crescita molto sostenuti, in evidente controtendenza rispetto alle vendite di prodotti alimentari convenzionali.

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