Qualità dell’olio, il tappo antirabbocco non è una garanzia

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La Camera approva: obbligatorio il tappo antiriempimento per le bottiglie di olio d'oliva nei ristoranti. Molti i consensi, ma secondo l'agronomo Angela Canale non è la strada giusta per evolversi

Le bottiglie di olio che troveremo sulle tavole dei ristoranti dovranno presto avere il tappo "antirabbocco" obbligatorio. Lo scorso 11 giugno la Camera ha approvato l'emendamento presentato dal deputato Pd, Colomba Mongiello, con l'unico voto contrario della Lega. Cosa prevede? "Fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, gli oli d'oliva vergini preposti in confezioni nei pubblici esercizi devono essere presentati in contenitori etichettati e forniti di idoneo dispositivo di chiusura, in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata, e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta".

La norma, che rientra legge europea detta "salva olio", trova il plauso del ministro alle Politiche agricole e forestali Maurizio Martina, del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, del presidente di Unaprol Massimo Gargano. Tutti d'accordo che il tappo antirabbocco renda più difficile la frode commerciale a danno dei consumatori, e tuteli maggiormente "l'ambasciatore del gusto italiano nel mondo", l'olio appunto. Sul caso abbiamo interpellato una voce fuori dal coro, l'agronoma Angela Canale, esperta in analisi sensoriale applicata agli oli di oliva, autorevole punto di riferimento in Umbria nel settore.

La rubrica di Angela Canale – Agronomo

Riuscirà il tappo antirabocco ad impedire la consuetudine del riempimento della bottiglia dell'olio sui tavoli dei ristoranti, per altro a favore soltanto della ridotta produzione di rifiuti? In quel modo, molte bottiglie venivano risparmiate! Ma occorre salvaguardare il consumatore che si affida per incomprensibili piatti, dalle cifre da capogiro, a grandi chef, che spesso di fronte ad una bottiglia di olio scivolano sulla goccia.

Se la storia insegna, in Umbria e dintorni, in passato si mise una tassa sul sale e i cittadini pur di non pagarla cominciarono a fare il "pane senza sale". Oggi questo pane rappresenta tradizione, tipicità e riconoscibilità di un territorio.

La storia dell'olio forse è un po’ diversa, ma proprio perché è storia dovremmo tutti conoscerne il processo produttivo che segna e dà grande valore all'Italia facendo dell'olio, se non altro cronologicamente, il primo grande prodotto di riconoscibilità dell'Italia attraverso la qualità. Allora mi domando: perché passare ancora una volta attraverso l'imposizione e non attraverso la cultura che fa avvenire non soltanto il cambiamento, ma una trasformazione evolutiva?

Non vorrei essere al posto di quelle aziende, forse in questo momento il 70%, che come bottiglia avevano scelto quella con un tappo normale, costretti a cambiare bottiglia, tappo e tappatrice. Il tappo antiriempimento è predisposto per una bottiglia particolare e con una tappatrice particolare. E non vorrei essere nemmeno al posto di quel ristoratore "costretto" a riempire la bottiglia antiriempimento con l'uso di uno spillo perdendo un sacco di tempo per mantenere inalterata la sua tradizione.

Scuole di cucina, scuole di assaggio, corsi specializzati, master e molto altro da tempo spendono parole sull'olio. Non è possibile che pochi centesimi a pasto costringano il ristoratore a risparmiare proprio sull'olio. Un tappo antiriempimento potrebbe comunque nascondere un prodotto di scarsissima qualità, magari non rispondente a quanto scritto in etichetta. Rimango sempre più convinta che l'unica strada per uscire dalla nebbia sia la cultura per tutti, consumatori compresi.

 

 

 

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1 Comment

  1. giovanni Breccolenti says

    Finalmente nei ristoranti, sempre che tutto l’iter vada avanti senza intoppi, troveremo oli che corrispondono all’etichetta o quantomeno oli messi li dentro dal produttore.Un piccolo passo ma comunque assolutamente positivo.
    Costi aggiuntivi minimi, nessuna tappatrice visto che si può utilizzare tranquillamente e velocemente quella classica chiuditappo, facendo un piccolo accorgimento. Purtroppo l’usanza di riempire le bottiglie con oli diversi è molto diffusa e facilmente riscontrabile(nel migliore dei casi si riempie la bottiglia con l’olio sfuso della stessa ditta che ha fornito a bottiglia) quindi ben venga questa norma( qualche bottiglia in piu’ ma vetro e plastica sono riciclabili).
    Sono pienamente d’accordo sulla diffusione della cultura dell’olio, dei suoi meravigliosi profumi( quelli veri), dell’amaro e del piccante sempre a loro associati e tanto bistrattati dalla gente comune che purtroppo non ne conosce il grande valore, anzi troppo spesso li associa a una sensazione negativa. Per noi assaggiatori appassionati dovrebbe essere una missione quella della diffusione della cultura dell’olio, l’ingresso nelle scuole e ovunque ci sia la possibilità di farlo.
    Non sarebbe per niente male, per la salvezza dell’olio Italiano, cioè dell’olio dei nostri produttori che tanta fatica stanno facendo per andare avanti, concentrare una buona parte delle risorse economiche disponibili anche in questa direzione: la diffusione della conoscenza dell’olio, quello buono.
    Un saluto

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