Sempre meno frutta e verdura nella spesa degli italiani

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Il consumo di prodotti ortofrutticoli nel nostro Paese è sceso al minimo dal 2000. Un danno enorme per la salute pubblica e per il mercato agricolo

di Redazione

Consumi alimentari ancora in calo: gli italiani tagliano su frutta e verdura. È Coldiretti a lanciare l'allarme sulla base dei dati Istat relativi all’inflazione, secondo cui il consumo di prodotti ortofrutticoli nel nostro Paese è sceso al minimo dal 2000.

Secondo l'analisi effettuata dall'associazione dei coltivatori nel 2013 le famiglie, costrette ogni mese a tirare la cinghia, hanno messo in media oltre 100 chili di ortofrutta in meno nel carrello della spesa. Questo ha comportato l'aggravarsi della spirale della crisi, con un conseguente calo di 12 punti percentuali sul prezzo dell'ortofrutta. Un dato preoccupante perché, oltre a confermare le difficoltà del mercato agricolo, nel primo semestre di quest'anno anche vessato dal maltempo, rappresenta un vero e proprio danno per la salute pubblica. Lo conferma anche il Consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui un così basso consumo di frutta e verdura è ben al di sotto del livello minimo raccomandato: 400 grammi per persona al giorno.

"Nel corso del 2013 – spiegano i coltivatori – gli italiani hanno acquistato complessivamente 7,8 milioni di tonnellate di ortofrutta, con una netta prevalenza della frutta con 4,2 milioni di tonnellate sulla verdura, che è scesa a 3,6 milioni di tonnellate".

Proprio per questo la Coldiretti sottolinea di essere impegnata in "un'operazione di rilancio dei consumi della frutta e verdura di stagione durante l’estate", con l'intento di presentare al Governo una serie di proposte di intervento mirate a dare settore agricolo migliori prospettive per il futuro. Tra queste, una corretta riconversione varietale, il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato, la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, la regolamentazione sul commercio in materia di confezionamento, lo sviluppo di fondi mutualistici per affrontare le situazioni eccezionali, la progettazione di nuove forme assicurative multi-rischio che comprendano le situazioni di crisi e infine l’esclusione della frutta più facilmente deperibile dal sistema del libero servizio nella Gdo.

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