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Spesa on line, un mercato da 460 milioni. Dopo eBay, anche Amazon investe nel Food

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L’eCommerce del cibo è in crescita, anche se l’Italia è indietro rispetto alla media europea. L’Unione Nazionale Consumatori invita alla prudenza

di Redazione

Il settore alimentare conquista sempre di più la rete. In occasione dell’ingresso di Amazon.it nel comparto del Food, attraverso l’apertura della sezione “Alimentari e cura della casa”, l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico di Milano traccia un bilancio del settore, illustrando le possibilità offerte dall’eCommerce a venditori e consumatori.

Questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dall’analisi svolta dall’Osservatorio: nel 2015 il comparto alimentare online, inteso come l’insieme di Grocery (spesa da supermercato) e Food&Wine enogastronomico, cresce del 27% rispetto al 2014 e supera i 460 milioni di euro, ossia il 3% dell’eCommerce nel nostro paese

Difficile dire se la spesa on line stia gradualmente soppiantando quella al supermercato o al negozio sotto casa. Anzi. Al momento è proprio quest’ultima percentuale che, nonostante il trend positivo, fa dell’Italia il fanalino di coda dell’Europa in quanto ad acquisti alimentari on line. Un paese in ritardo, secondo il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia, per mancanza di un’adeguata organizzazione che continua a confinare il Made in Italy ad una restrizione geografica nazionale e regionale.

Al netto delle abitudini degli italiani, come viene rilevato, sta di fatto che questo tipo di business è in notevole fermento. Non è un caso se nel marzo scorso anche  eBay, altro colosso della vendita on line, aveva annunciato investitimenti sul settore alimentare. Secondo Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, è merito dell’intraprendenza di produttori, presidi territoriali che valorizzano prodotti locali, retailer, enoteche e start up, tutti sempre più orientati alla vendita diretta di prodotti in nicchie molto specifiche. E questo non vale solo per il vino, ad esempio, ma anche per il prodotto fresco (soprattutto frutta e verdura). Inoltre, aggiunge, negli ultimi due anni molti marchi della grande distribuzione hanno attivato iniziative di “Click&Collect”, ovvero la spesa ordinata on line e ritirata ‘al volo’ presso un punto vendita (un sistema che in Francia sta spopolando).

Secondo gli analisti dell’Osservatorio, l’ingresso di Amazon nel settore alimentare incrementerà ulteriormente la vitalità del comparto. E a trarne vantaggio saranno in particolar modo le piccole e medie imprese del settore food. Posizione che preoccupa invece l’Unione Nazionale Consumatori che nei giorni scorsi, attraverso il presidente Massimiliano Dona, ha espresso perplessità sull’operazione del colosso americano: “Vendere cibo su internet non è come vendere libri. E’ un mercato denso di insidie che rischia di portare in tavola prodotti contraffatti. Per questo, come associazione dei consumatori, vigileremo sulla correttezza delle vendite alimentari su internet, augurandoci che Amazon abbia messo in atto le necessarie contromisure per scongiurare ogni rischio per la salute dei consumatori e che, in caso di contenzioso, non giocherà a deresponsabilizzarsi come purtroppo frequentemente accade quando il consumatore lamenta un disservizio nei confronti del singolo venditore” (l’associazione ricorda che eventuali problemi a seguito di acquisti on line possono essere segnalati allo Sportello eCommerce).

Il lancio del negozio di alimentari e cura per la casa su Amazon.it è avvenuto il 29 luglio scorso. Da questa sezione si possono comprare migliaia di prodotti a lunga conservazione e per la pulizia della casa. All’iniziativa hanno subito aderito grandi marchi nazionali e internazionali come Barilla, Valfrutta, Knorr, Rio Mare, San Benedetto, Mulino Bianco, Plasmon, Mellin, Huggies, Chanteclair, Dash, Scottex, Cuki e molti altri. L’acquisto può essere effettuato on line o da un’applicazione per smartphone e tabet, ricevendo la spesa a casa nell’arco di 24 ore.

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