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Stanziati 21 milioni per la ricerca: piante più resistenti e agricoltura di precisione

Stanziati 21 milioni per la ricerca: piante più resistenti e agricoltura di precisione

Presentato il Piano nazionale per lo sviluppo delle Biotecnologie sostenibili: 21 milioni di euro per il miglioramento genetico di olivo, vite, pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, frumento, melanzana, ciliegio e pioppo. Altro obiettivo è far crescere dall’1 al 10% la superficie coltivata secondo l’agricoltura di precisione.

di Redazione

E’ stato presentato nei giorni scorsi, all’Accademia dei Georgofili di Firenze, il Piano per lo sviluppo delle Biotecnologie sostenibili e quello per la crescita dell’Agricoltura di precisione in Italia, in collegamento con Industria 4.0. “Sostenibilità e innovazione – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – sono le due direttrici fondamentali per lo sviluppo del modello agricolo italiano, per proteggere la nostra biodiversità e valorizzare la distintività delle produzioni nazionali. Per questo abbiamo deciso di investire nella ricerca pubblica sul fronte delle biotecnologie sostenibili e sull’agricoltura di precisione. Lavoriamo sulla frontiera più avanzata degli studi per rendere l’Italia sempre più protagonista nel proporre soluzioni nuove alla produzione alimentare”.

BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI

Per quanto riguarda le biotecnologie, il piano ha una dotazione finanziaria di 21 milioni di euro e rappresenta il più importante progetto di ricerca pubblica fatto nel nostro Paese su una frontiera centrale come il miglioramento genetico, attraverso tecniche innovative e sostenibili. Le colture coinvolte sono quelle che più caratterizzano il modello agricolo italiano, per puntare al miglioramento produttivo e all’aumento della resistenza delle piante alle malattie e al cambiamento climatico. In particolare gli studi saranno dedicati a vite, olivo, pomodoro, pesco, albicocco, agrumi, frumento, melanzana, melo, ciliegio, pioppo.

Il piano è articolato su tre anni e la regia dell’operazione è gestita dal Crea, il centro di ricerca specializzato del Mipaaf. Il Piano prevede iniziative di ricerca in laboratorio, a legislazione vigente, con biotecnologie più moderne e sostenibili come il genome editing e la cisgenesi. Questi strumenti possono consentire, infatti, un impegno mirato di miglioramento genetico senza alterare le caratterizzazioni produttive del sistema agroalimentare, migliorandone le performance anche rispetto alla resistenza alle malattie.

I ricercatori italiani sono impegnati su queste frontiere, ma fino ad oggi non erano mai state investite risorse da parte del Governo per finanziare questi studi. Vengono così potenziati i filoni di ricerca già attivi e soprattutto avviati nuovi percorsi sulle colture tradizionali del nostro Paese. È bene ricordare che per la maggior parte dei prodotti servono ancora anni di studi in laboratorio, prima di poter arrivare alla fase sperimentale in campo.

AGRICOLTURA DI PRECISIONE E DIGITALE

Per lo sviluppo di nuove tecnologie e per una maggiore applicazione dell’agricoltura di precisione in Italia è prevista una più forte collaborazione tra il Crea e il Cluster Agrifood previsto dal piano Industria 4.0. Il Crea lavorerà anche sul fronte dei Big Data agricoli, attraverso un progetto di open cloud della gestione pubblica di questi dati sensibili, che serviranno ad aiutare le imprese a essere più sostenibili, più efficienti e più competitive grazie all’ottimizzazione dei fattori produttivi. L’obiettivo è far crescere dall’1 al 10% la superficie coltivata in Italia con tecnologie di agricoltura di precisione e utilizzare i big data prodotti da queste macchine per migliorare i processi produttivi.
All’interno del Piano Industria 4.0, poi, sono previsti investimenti mirati nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie per agricoltura e agroalimentare. In particolare:

–  Accesso delle imprese agricole, contoterzisti e agroindustria alle misure di sostegno agli investimenti come iperammortamento al 250% e superammortamento per acquisto di tecnologie 4.0;

– Investimenti per favorire l’accesso delle imprese alla banda ultralarga, in coordinamento con le risorse per tali infrastrutture comprese nei fondi europei agricoli;

– Azzeramento del costo della garanzia primaria Ismea per le imprese agricole, attraverso un plafond dedicato nell’ambito del rifinanziamento del Fondo di Garanzia Mise.

Qui disponibile l’opuscolo “Biotecnologie sostenibili per l’agricoltura italiana”
https://we.tl/D4vAUAGDbW

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