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Sostegno pubblico alle imprese agricole: il Nuovo Psr punto per punto

Sostegno pubblico alle imprese agricole: il Nuovo Psr punto per punto

Illustrate a Orvieto le linee guida e gli obiettivi del nuovo Programma

di Redazione

Nuovo Programma di Sviluppo Rurale dell’Umbria, priorità e interventi per l’impiego di 877 milioni di euro di finanziamenti pubblici alle imprese.  E’ stata una presentazione ufficiale del piano 2014-2020 quella che si è tenuta giovedì 23 luglio a Orvieto, nella Sala dei Quattrocento di Palazzo del Popolo. Un evento al quale sono intervenuti la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, e il sindaco di Orvieto Giuseppe Germani.

Come già anticipato a giugno scorso, il Psr Umbria è stato fra i primi programmi regionali e nazionali italiani ad essere stato approvato. Nello specifico, dà particolare rilievo alle azioni legate alla salvaguardia, al ripristino e alla valorizzazione degli ecosistemi, così come al potenziamento della  competitività del settore agricolo e di quello forestale. Inoltre, tende a promuovere l’inclusione sociale e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Ecco le priorità e come saranno investiti i fondi:

Il Psr per l’Umbria 2014-2020 è stato formalmente adottato dalla Commissione Europea il 12 giugno scorso. Delinea le priorità dell’Umbria per l’utilizzo di circa 877 milioni di euro disponibili nell’arco di 7 anni (378 milioni dal bilancio dell’Unione europea e 499 milioni di cofinanziamento fra Stato e Regione Umbria). Finanzierà azioni nell’ambito di tutte le sei priorità dello sviluppo rurale: il trasferimento di conoscenze e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali (97.900.000 euro, pari all’11% del totale della spesa pubblica); competitività del settore agricolo e silvicoltura sostenibile (186.600.000 euro pari al 21%); l’organizzazione della filiera alimentare, inclusa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo (84.600.000 euro pari al 10%); preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi relativi all’agricoltura e alle foreste (245.600.000 euro pari al 28%); l’uso efficiente delle risorse e il clima (80.000.000 euro pari al 9%); l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali (155.656.355 euro pari al 18%).

1. Un rilievo particolare viene dato alle azioni per il trasferimento di conoscenze, con la previsione di 4400 posti per la partecipazione ad attività di formazione, e per l’innovazione, a sostegno della quale è previsto il finanziamento di 120 progetti per rafforzare il legame tra i settori agricolo, forestale e alimentare da un lato e la ricerca e l’innovazione dall’altro.

2. Per la seconda priorità, alla luce del trend di invecchiamento degli imprenditori agricoli e della dimensione ridotta delle aziende agricole umbre (la dimensione media è 9 ettari, con il 43% delle 36mila aziende censite al di sotto dei 2 ettari), il Psr prevede un supporto a 400 giovani agricoltori per l’avviamento della propria attività e il sostegno per l’ammodernamento di 1200 aziende agricole. Il Programma sosterrà anche la diversificazione in attività extra-agricole per dare nuove opportunità di reddito agli agricoltori, per esempio, attraverso la creazione e lo sviluppo di agriturismi, di fattorie didattiche e di fattorie sociali. A questo riguardo, vengono messi a disposizione 8 milioni di euro, per un investimento totale (spesa pubblica e investimento privato) di 17,5 milioni di euro.

3. Nell’ambito delle azioni per l’organizzazione della filiera alimentare, il Psr Umbria sosterrà la promozione di prodotti di qualità: si prevede di finanziare la partecipazione di 300 aziende agricole a regimi di qualità. Sarà sostenuto anche lo sviluppo e il rafforzamento delle filiere per migliorare le possibilità di sbocco del mercato dei prodotti regionali ed assicurare un maggiore valore aggiunto alla produzione agricola.

4. Notevole importanza è riservata alla quarta priorità, per la tutela e valorizzazione degli ecosistemi. L’Umbria si concentrerà sugli investimenti a favore di aziende agricole rispettose dell’ambiente, in particolar modo per quanto concerne la qualità dell’acqua. Un terzo delle risorse del fondo Feasr saranno utilizzate per i pagamenti basati sulla superficie a favore degli agricoltori per l’utilizzo di pratiche di gestione dei terreni rispettosi dell’ambiente e del clima, con oltre 22.000 ettari di superficie agricola interessati da aiuti per la conversione o il mantenimento del metodo dell’agricoltura biologica.

5. Il Psr interviene poi a sostegno della forestazione e dei sistemi agroforestali e mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra con specifiche misure agro-climatiche ambientali. Per la produzione di energia rinnovabile, si prevede infatti di investire circa 3,75 milioni di euro fra fondi pubblici e privati.

6. Particolare attenzione è posta anche per la sesta priorità, l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, che vengono promossi attraverso il sostegno alle imprese con la diversificazione in innovazione tecnologica e attività di informazione e comunicazione. Inoltre, sono previste strategie di sviluppo locale che copriranno l’80% della popolazione rurale e che saranno attuate attraverso i Gruppi di azione locale dell’Umbria. Grazie alle operazioni programmate nell’ambito di questa priorità, il 34% della popolazione rurale beneficerà di migliori servizi ed infrastrutture (quali ad esempio per l’approvvigionamento idrico per uso domestico in località al di sotto di 3000 abitanti) e il 90% della popolazione nelle aree rurali beneficerà anche di nuove o migliori infrastrutture e servizi a banda larga.

Alla presentazione di Orvieto erano previsti molti interventi tecnici. Come quelli di Gianfranco Colleluori, coordinatore Direzione generale Agricoltura Commissione Europea, e Maria Merlo, “rapporter” del Psr Umbria, Direzione generale Agricoltura Commissione Europea, che parleranno della programmazione comunitaria 2014-2020 e del Programma dell’Umbria. Poi Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle politiche europee e dello sviluppo rurale del Ministero delle Politiche agricole, sulla strategia nazionale per lo sviluppo rurale. Ciro Becchetti, coordinatore Ambito Agricoltura Regione Umbria, che illustrerà gli obiettivi e le novità del Psr per l’Umbria. Francesco Tei, direttore Dipartimento Scienze Agrarie Università Perugia, e Andrea Sisti, amministratore unico 3A Parco Tecnologico dell’Umbria. Lucio Caporizzi, direttore alla Programmazione, Innovazione e competitività Regione Umbria, sulla strategia delle politiche di coesione e Federico Steidi, direttore Settore Sviluppo rurale Agea, l’organismo pagatore del Psr per l’Umbria.

Mercoledì 22 luglio, sempre a Orvieto, si è svolta la seduta di insediamento del Comitato di Sorveglianza del Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2014-2020, l’organismo che accerta l’attuazione del Programma e il suo progresso rispetto agli obiettivi pianificati e di cui fanno parte i rappresentanti del partenariato istituzionale, economico e sociale. Ne sono membri con diritto di voto il presidente della Regione, con funzioni di presidente del Comitato, l’assessore regionale all’Agricoltura con funzioni di vicepresidente del Comitato, l’Autorità di gestione del Psr, l’Autorità di gestione del Por Fesr e Fse, i direttori e i coordinatori della Regione Umbria, i dirigenti dei servizi regionali interessati, un rappresentante del Ministero delle Politiche agricole, un rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Consigliera di parità dell’Umbria. A questi si aggiungono membri con funzione consultiva, fra cui un rappresentante della Commissione Europea, uno dell’organismo pagatore Agea, dell’Anci (associazione Comuni) Umbria, delle organizzazioni agricole, delle organizzazioni sindacali, degli Ordini e Collegi professionali, delle associazioni ambientaliste e dei produttori biologici.

1 Comment on this Post

  1. Gli agricoltori hanno la pelle dura, affrontano avversità naturali e le leggi di mercato. Purtroppo sono sempre di più in difficoltà, contro l’opprimente burocrazia europea ed italiana, a quando la semplificazione?
    In Piemonte siamo messi un po’ male http://goo.gl/qwE7wD

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