L'informazione agroalimentare in Umbria

Terni, Orvieto, Amelia: agricoltori alla canna del gas

Share

Gli effetti della crisi si fanno ancora sentire: giù l'export (-5,8%) e il numero di imprese attive (-3,2). Si salvano i prodotti tipici. Ecco gli ultimi dati dell'Osservatorio provinciale

di Redazione

Esportazioni a picco (-5,8%), aziende che chiudono (la situazione più pesante nell'Orvietano) e il record di lavoro nero. Per il settore agricolo è una fotografia a tinte fosche quella che esce dall'ultimo rapporto semestrale sull'economia in provincia di Terni, “un territorio – viene spiegato nella presentazione – che stenta ancora ad uscire dalla crisi”. Una situazione pesante dalla quale si salvano invece i prodotti alimentari, segno che sui mercati internazionali il “marchio” Umbria conserva ancora un forte appeal.

In generale, secondo il rapporto, “nel terzo e quarto trimestre del 2013 continua il trend di riduzione del numero delle imprese iscritte nei registri camerali”. Il numero di imprese attive è pari, rispettivamente, a 19.028 e 19.053 unità, con una diminuzione, rispetto allo stesso periodo del 2012, di 250 unità (-1,3%) e 164 unità (-0,9%). Ma ecco tutti i dati del settore agricolo nello studio curato dall'Osservatorio provinciale istituito inn Prefettura, al quale partecipano Istat, Camera di commercio, Provincia, Inps e Direzione territoriale del lavoro.

Aziende Agricoltura, selvicoltura e pesca fanno registrazione la diminuzione più significativa subito dopo le imprese che lavorano nell'estrazione dei minerali (-12,5%). Nel terzo trimestre le aziende attive iscritte nel registro della Camera di Commercio erano 3.774 con un calo del 3,2 per cento sempre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il quadro peggiora ulteriormente nel quarto trimestre dove la differenza, in termini negativi, arriva al 3,4%. Se si vanno a guardare i tre ambiti in cuoi viene suddivisa la provincia di Terni, l'Orvietano risulta quello con le percentuali peggiori: -4,7 e -5,1 per cento, seguito da Narni-Amelia (-2,7 e -3). Sostanzialmente stabile invece Terni: +0,2%.alla fine del 2013.

Export Fino a un certo punto è stato l'unico settore che manteneva ancora a galla l'economia umbra. Poi la crisi non ha risparmiato neanche il commercio verso l'estero. Ebbene, per quanto riguarda i prodotti agricoli il secondo semestre del 2013 ha fatto registrare un volume di affari in valore assoluto di 4milioni e 600mila euro (-16,1%). Sei mesi che hanno condizionato pesantemente il bilancio finale del 2013 che ammonta, complessivamente, a 7 milioni e 612mila euro, con una contrazione del 5,8 per cento rispetto al 2012.

In controtendenza invece, i prodotti alimentari. Il giro di affari ha superato addirittura quello dell'anno precedente (59milioni e 376mila euro), con un incremento del 63,2 per cento.

Lavoro, poco e in nero. A livello settoriale (tavola 2.5) la riduzione del numero delle assunzioni su base annua riguarda quasi tutte le attività ed è particolarmente significativa per il settore manifatturiero (-12,9%), quello del commercio e ristorazione (-24,4%) e della sanità (-33,4%). Anche l'agricoltura perde ma in maniera più contenuta. Gli avviamenti al lavoro sono stato 3.374 (- 1,5). Preoccupanti, piuttosto, sono i dati relativi al lavoro nero. L'anno scorso la Direzione territoriale del lavoro di Terni ha rilevato complessivamente 259 casi su 2.942 verifiche effettuate. Le situazioni irregolari nel settore agricolo sono la percentuale più alta (15,4)

 

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.