Truffa del vino, sequestri per 31 milioni di euro

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Dall'inizio della crisi ad oggi sono più che raddoppiate le bottiglie taroccate. Un danno enorme per tutto il Made in Italy. Coldiretti lancia un Osservatorio per aumentare i controlli e contribuire a smascherare l'illegalità

di Redazione

Vino adulterato, contraffatto e falsificato. Dall'inizio della crisi economica le bottiglie taroccate sono più che raddoppiate, con un'impennata record dei sequestri delle autorità del 102 per cento. È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti, svolta a seguito della maxi operazione antitruffa dei Carabinieri di Siena che, il 29 maggio scorso, ha portato al sequestro di 30mila bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Sagrantino di Montefalco e altre Docg.

I numeri delle truffe spaventano. Soltanto nel 2013, sottolinea Coldiretti, il Nas ha sequestrato vino e altri alcolici per un valore di 31 milioni. Quindici le persone arrestate, 51 segnalate all’autorità giudiziaria e 267 a quella amministrativa. Secondo il presidente della Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, "gli ottimi risultati dell’attività delle Forze dell’ordine confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso". Ma per i Coltivatori Diretti è necessario uno sforzo in più per contrastare attività così dannose per il prodotto italiano di qualità. "Per contribuire a questa battaglia – ha aggiunto Agabiti – la nostra associazione ha istituito un'Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare', per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli per smascherare l'illegalità". A guidare il Comitato Scientifico della Fondazione è Gian Carlo Caselli, noto magistrato antimafia.

Il maxi sequestro è avvenuto il 29 maggio scorso, durante un'operazione di controlli dei carabinieri di Siena, volta a sgominare una frode agroalimentare nella vendita di Brunello di Montalcino e altre etichette Docg e Igt false in Toscana, Umbria, Liguria e Lazio. Le bottiglie di semplice vino rosso da tavola, accompagnate da documenti e sigilli di Stato contraffatti, venivano spacciate per Docg o Igt e vendute a un prezzo 10 volte superiore al loro valore effettivo. Per il settore vitivinicolo italiano un danno di centinaia di migliaia di euro.

Sul caso è intervenuto anche il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Luca Sani: "Pur consapevoli che le frodi alimentari vengono smascherate grazie all’efficacia del nostro sistema nazionale di controlli e prevenzione, non bisogna mai abbassare la guardia. Bisogna inasprire le pene, impedendo a chi compie frodi di questo tipo di poter successivamente svolgere attività d’impresa, inibendogli l’acceso al mercato". Il parlamentare ha poi aggiunto che questi episodi, infatti, non solo danneggiano il Made in Italy "ma soprattutto sottraggono fatturato agli agricoltori onesti che con grande fatica ottengono successi nel mondo, guadagnandosi sul campo quote di mercato".

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