Un decreto per mettere il turbo all’export italiano del Food

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Il governo approva le norme di ''Promozione del Made in Italy e misure per l'attrazione degli investimenti'': previsti accordi con i distributori, tutela dei marchi, voucher per l'export management

di Redazione

Dovranno essere almeno 20mila in più le piccole e medie imprese italiane che esportano i loro prodotti di qualità all'estero. E' uno degli obiettivi fissati nel decreto Sblocca Italia, approvato dal governo venerdì 29 agosto, all’interno del quale è prevista l’adozione del "Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti".

Molti gli interventi previsti dal provvedimento per una spinta al Food&Beverage italiano nel mondo (qui i dettagli tecnici): valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari di eccellenza, tutela dei marchi e delle certificazioni di qualità dei prodotti, sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei mercati esteri attraverso accordi con le reti di distribuzione, realizzazione di un segno distintivo unico per i prodotti per favorirne la promozione all'estero e durante Expo2015, campagne di contrasto al fenomeno dell'Italian sounding (prodotti con marchi che inducono a pensare all'Italia pur non essendo 'made in Italy'). Ancora: promozione delle maggiori fiere italiane di livello internazionale, sostegno all’utilizzo degli strumenti di e-commerce da parte delle piccole e medie imprese, contributi a fondo perduto (voucher) alle imprese per rafforzarne le competenze tramite l’adozione di export manager.

Secondo l'esecutivo si tratta del "piano più rilevante adottato da un governo italiano per favorire l’internazionalizzazione del Paese e per sostenere le imprese italiane, in un momento in cui l’export rappresenta la leva più importante e dinamica per la crescita del PIL". In generale, nel triennio 2011-2013, le esportazioni sono aumentate del 6%, conseguendo i migliori risultati in Nord e Centro America, Russia e Africa Subshariana.

Gli obiettivi del provvedimento, riferisce il Ministero dello Sviluppo Economico, sono valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo, espandere di 50 miliardi di euro le quote italiane del commercio internazionale e attrarre investimenti esteri per  20 miliardi annui. Per la realizzazione del Piano sono state stanziate risorse aggiuntive per i prossimi tre anni, pari a 130 milioni di euro per il 2015, 50 milioni per il 2016 e 40 milioni per il 2017. A queste si aggiungono, per quanto riguarda il settore agroalimentare, 22 milioni sia nel 2015 che nel 2016.

Il testo integrale del Piano per il rilancio internazionale dell'Italia

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