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La pèsca marscianese, di lei ci si innamora

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Il Buongustaio, la rubrica di Antonio Andreani – Vellutata all'esterno e con la polpa succosa: la sua coltivazione è ridotta ormai a poche centinaia di alberi. Ottima come dessert, affogata nel vino o abbinata alla braciola di maiale. E' anche un complimento

di Antonio Andreani – Enogastronomo, docente di antropologia e merceologia alimentare Università dei Sapori

La pèsca marscianese. Non è il consueto modo di dire, ma parliamo davvero di un prodotto più unico che raro.

Già nel 1924, Antonio Castori fa riferimento alla pèsca marscianese, in una propria ricerca sulla frutticoltura umbra, e successivamente nel 1925 ne parla il conte Carlo Faina, che la segnala come una rinomata e importante varietà tipica della zona del territorio del comune di Marsciano. Il Tonini nei suoi lavori del 1935 circa, consiglia di coltivarla nei frutteti e orti familiari, successivamente, altri studi classificano la pesca marscianese tra le varietà più note in Italia.

La propagazione per seme, la più tradizionale tecnica (usata ancora oggi), da origine alla pianta, cui segue un grande sviluppo con ricco fogliame. Il frutto è con buccia vellutata e una polpa roseobianca e succosa. Matura a fine settembre ed è molto apprezzata dagli amatori per la bellezza e bontà dei frutti, considerandola la migliore pesca locale.

Oltre ad essere utilizzata per il consumo fresco, è ottima per la preparazione di frutta sciroppata.

Di fatto, è una varietà la cui coltivazione e ormai ridotta a poche centinaia di alberi e circoscritta al solo territorio di Marsciano, dove è ancora possibile trovarla e gustarla, magari attraverso una cerchia di amici che seppur con parsimonia provvedono alla diffusione di questa straordinaria pèsca. La scarsa produzione e la totale assenza di una rete commerciale non ci permettono di trovarla sugli scaffali dei supermercati, ma nei piccoli e ormai rari negozi di frutta e verdura, limitatamente tra settembre e ottobre e solo localmente si. Gli appassionati e intenditori, si mettono in gioco per una autentica caccia al tesoro, al fine, di poter portare a casa la maggior quantità possibile di pesche marscianesi. Dopo gustosi assaggi, inizia la preparazione delle pesche sciroppate che serviranno a deliziare i palati delle famiglie e degli ospiti, nei momenti conviviali durante l’inverno, parlandone, con un non celato orgoglio, delle peculiarità che rendono unica questa pesca.

Straordinaria come dessert nella classica versione con panna montata, è veramente sublime servita affogata nel vino rosso. Rende il piatto, semplicemente unico, per l’effetto del sapore gradevolmente asprigno, se servita in abbinamento alla braciola di maiale, (notoriamente con lieve sentore dolciastro) cotto alla brace e condito con un pizzico di sale e olio extravergine di oliva.

Una folkloristica curiosità locale: a Marsciano ,quando si incontrano giovani e belle ragazze, si rivolge loro il garbato complimento di avere il volto roseo e bello come una pèsca marscianese, suscitando una gradevole e gioiosa sensazione.

gastronomiaandreani.blogspot.it

residenzealberata.com

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