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Vino d’arte. Nasce ‘Pinturicchio’, nuovo Torgiano Docg di Terre Margaritelli

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In anteprima l’etichetta di punta che celebra il legame tra la famiglia di imprenditori e l’artista rinascimentale. Il fil rouge è un affresco murale censurato e nascosto per secoli.

di Emanuela De Pinto e Filippo Benedetti Valentini

Chissà cosa avrebbe pensato Bernardino di Betto, tra i più grandi artisti rinascimentali, vedendo il suo nome sull’etichetta di un vino pregiato. Dopo oltre 500 anni. Un’etichetta che celebra una delle sue opere più scandalose, simbolo della condotta dissoluta del Papa per cui dipingeva: Alessandro VI, Rodrigo Borgia. Per questo censurata e nascosta per secoli, ritrovata solo negli anni ’40 del Novecento e ora, occasionalmente, esposta a Villa Spinosa, residenza d’epoca alle porte di Perugia. Un lavoro di ricerca complesso, portato avanti da Andrea Margaritelli, appassionato d’arte e autore di diversi libri, grazie al quale oggi una parte dell’affresco murale “Il Bambin Gesù delle Mani”, datato 1492, è tornato nell’Umbria del grande pittore. 

PER CONOSCERE LA STORIA DEL MISTERIOSO AFFRESCO LEGGI QUI

E’ questo il filo rosso che lega il Pinturicchio alla famiglia Margaritelli, imprenditori del legno (Listone Giordano) e produttori vitivinicoli dell’Umbria, che sabato mattina hanno presentato alla stampa di settore e agli amici più intimi, in anteprima assoluta, la loro ultima fatica enologica: ‘Pinturicchio’ appunto, un Sangiovese purosangue, Torgiano Rosso Riserva Docg. Si piazza sul podio della produzione della cantina di Miralduolo questa etichetta nata dall’idea di Dario Margaritelli, il suo braccio destro in cantina Federico Bibi e due enologi del calibro di Riccardo Cotarella e Maurilio Chioccia.

La presentazione del Pinturicchio Docg, che verrà messo in commercio a partire dal 2020, coincide con un’altra ricorrenza storica che ha dato al territorio di Torgiano un posto d’onore sulla scena vitivinicola internazionale: il Cinquantenario della Doc. Per questo era presente anche Angelo Valentini, enolgo, agronomo e colto bibliofilo, tra i padri della denominazione. Era il 1968 quando Torgiano divenne simbolo, il primo assoluto in Umbria, del vino di qualità certificato a Denominazione di Origine Controllata, entrando a far parte delle 5 denominazioni storiche d’Italia. La Docg arriva nel 1990. Oggi in casa Margaritelli, oltre al Freccia degli Scacchi, ‘Pinturicchio’ ne è l’espressione più intensa.

TERRE MARGARITELLI, IL NOSTRO REPORTAGE IN CANTINA

Il vino

Un Sangiovese in purezza, il vitigno più diffuso in Italia. Coltivato nei terreni argillosi dell’Umbria, racconta Cotarella, “si arricchisce di forza espressiva, colore e tannicità. Per questo si presta a lunghe maturazioni in botte”. L’annata in anteprima è la 2016. L’interpretazione dei due enologi (dal clone VCR 103, molto usato a Montalcino) è orientata all’opulenza: in vigna la resa è bassissima, in modo tale da concentrare il massimo delle sostanze solo in pochi grappoli, mentre l’affinamento in barrique di rovere bianco è di almeno 24 mesi. Colore rubino vivissimo e impenetrabile. Al naso si viene colpiti prima dalla potenza, poi dagli aromi di ciliegia fresca croccante e visciole, tipici del vitigno. In bocca si sprigiona tutta l’energia del Sangiovese giovane, un puledro scalpitante. Ma a colpire è soprattutto la qualità del tannino, muscoloso ma non astringente. L’aroma di frutta a bacca nera è vivace, mentre quelli di cuoio e pepe sono ancora solo accennati, ma una più lunga maturazione in legno li farà esplodere. Insomma, un vino robusto e coriaceo, pensato per acquisire morbidezza ed eleganza dopo lungo riposo in legno e bottiglia. Da meditazione o da abbinare agli stufati di carne.

Se l’alta qualità dei vini prodotti in casa Terre Margaritelli è una certezza assoluta da mezzo secolo, cosa orienta il consumatore verso la scelta di un vino? Il metodo e la filosofia di produzione, che significa biologico e sostenibile, i vitigni tipici del territorio, ma anche un’interpretazione limpida, netta, quasi accademica, volta a regalare veri momenti di piacere. “Il vino è arte – ha detto Cotarella, presidente di Assoenologi – lo troviamo spesso nei dipinti, dai tralci della vite, ai grappoli, fino ai calici sulle tavole imbandite. Il vino ha accompagnato la cultura e l’evoluzione dell’uomo e questa nuova etichetta doveva esprimere e raccontare la passione per l’arte coltivata dalla famiglia Margaritelli”. 

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