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Vino, produzione europea in calo per l’annata 2017

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Secondo stime dell’Oiv un calo storico dovuto all’andamento climatico sfavorevole. Migliori le performance di Sud America, Australia e Sudafrica.

di Redazione

La 2017 non sarà ricordata come l’annata migliore per molti vini europei. Con un calo storico nella produzione, dovuto a gelate primaverili e siccità estiva, i più importanti Paesi del vino segnano una battuta d’arresto sui mercati globali a vantaggio dei produttori “emergenti”: Stati Uniti, Sud America, Australia e Sudafrica.   

Stando ai dati presentati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, l’organismo intergovernativo che riunisce 46 nazioni, la produzione europea appare molto scarsa rispetto a quella del 2016. Infatti, pur confermando la loro posizione sul podio dei viticoltori a livello mondiale, i tre principali attori del mercato risultano in flessione: l’Italia, per il terzo anno consecutivo primo produttore (39,3 milioni di ettolitri), segna -23% rispetto all’anno scorso, seguita dalla  Francia (36,7 milioni di ettolitri) con -19% e dalla  Spagna (33,5 milioni di ettolitri) a -15%. In calo anche Germania (- 10%) e Grecia, entrambe a -10%. Uniche eccezioni positive Bulgaria, Portogallo, Romania, Ungheria e Austria.    

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A pigiare il piede sull’acceleratore sono invece i temuti competitor dell’Europa, Paesi che pur avendo una storia vitivinicola di tutto rispetto sono ancora in fase di espansione sul mercato globale. A partire dal Sud America, in crescita nonostante le temperature piuttosto basse registrate alla fine del 2016. Le migliori performance sembrano essere quelle di Argentina, con una produzione complessiva di 11,8 milioni di ettolitri che segna +25%, e Brasile che, pur essendo ancora un piccolo produttore con i suoi 3,4 milioni di ettolitri, impenna a +169%. Il Cile invece, con una produzione di 9,5 milioni di ettolitri, scende di 6 punti percentuali.

Discorso a parte va fatto per gli Stati Uniti. Le previsioni di produzione rilasciate in agosto dall’Usda, il Dipartimento americano dell’Agricoltura, attestavano oltre 23 milioni di ettolitri. Ma per capire l’andamento reale bisognerà attendere i dati aggiornati a seguito dei gravi incendi che a ottobre hanno colpito Napa e Sonoma Valley in California.   

In aumento anche la produzione del Sudafrica (10,8 Mio hl), che cresce del 2% rispetto al 2016. Quella australiana raggiunge invece un livello sostenuto di 13,9 Mio hl, pari a un aumento del 6% per il terzo anno consecutivo. Segno meno, invece per la Nuova Zelanda (2,9 Mio hl)  in calo di 9 punti percentuali. Stabile la Cina che, con i suoi 11,4 milioni di ettolitri, rimane comunque in settima posizione tra i produttori mondiali.

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Consumi mondiali, le stime:

Stime definitive sui consumi mondiali di vino, come sottolinea Oiv, non sono ancora disponibili. Tuttavia, le previsioni sembrano attestare una forbice compresa tra i 240 e 245 milioni di ettolitri. Numeri che fanno comunque pensare ad un trend in salita dal 2014 ad oggi. Andamento che potrebbe ancora migliorare, per tornare al picco massimo di 250 del biennio 2007-2008.  

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