Pesce di lago, tartufo e ciliegie: premiate le tre ‘Sagre eccellenti dell’Umbria’

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Veri prodotti tipici a km zero, sostenibilità ambientale e storicità. Alle Pro loco di San Savino, Spina di Campello e Capodacqua d’Assisi il riconoscimento più ambito.

di Emanuela De Pinto

Non semplici sagre, ma ambasciatori dell’autentica tipicità dei sapori, delle tradizioni e della cultura di luoghi antichi che hanno saputo conservare la storia d’un tempo e guadagnare un posto speciale nella memoria dell’oggi. Nei giorni scorsi sono stati proclamati i vincitori del premio “Sagra eccellente dell’Umbria 2016”, un riconoscimento istituito con la nuova legge regionale del 21 gennaio 2015, proposto dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia-Umbria (Unpli-Umbria). Un premio riconosciuto a quelle sagre che si contraddistinguono per il totale impiego dei veri prodotti tradizionali del territorio, caratterizzati dall’alta qualità enogastronomica. Ma non basta. Tra i requisiti occorre anche la storicità e la mancata produzione di rifiuti indifferenziati e, quindi, una perfetta macchina organizzativa a salvaguardia dell’ambiente. Ecco i vincitori sul podio.

Al primo posto si è classificata la Sagra del Gambero e del Pesce del Lago Trasimeno che si tiene ogni anno a San Savino, il borgo collinare magionese. E’ qui che si possono degustare specialità come i taglierini al gambero e gli gnocchetti alla tinca affumicata, il guazzetto di gamberi così come gli spiedini di persico reale e la più classica frittura di pesce, tutto rigorosamente del Lago Trasimeno. Una sagra che si è meritata il primo premio come ‘Sagra eccellente dell’Umbria’ anche in quanto da sempre attenta alla sostenibilità ambientale. Proprio nell’ultima edizione, in collaborazione con la start up umbra Recuperiamo Srl, si è dotata di un sistema di recupero delle eccedenze alimentari da portare a casa in un apposito kit.

LEGGI L’APPROFONDIMENTO: I PESCATORI DEL TRASIMENO, PERSICO, TINCA E ANGUILLA RSOLLEVANO L’ECONOMIA DEL TERRITORIO

Il secondo posto è una conferma di quanto la passione e l’impegno concreto e costante, per ben 35 anni, possano portare a grandi risultati. Medaglia d’argento va alla Sagra del Tartufo e dei Prodotti tipici di Spina di Campello che si tiene solitamente l’ultima settimana di fine luglio e la prima di agosto. Una sagra a cui Saperefood.it ha partecipato più volte, constatando l’alta qualità del cibo che viene servito ai tavoli e della professionalità con cui l’appuntamento viene ideato molti mesi prima e poi realizzato in ogni dettaglio. Una prodotto principe di questi luoghi, il tartufo estivo, che viene valorizzato ancora di più in quanto sapientemente abbinato alle migliori carni a km zero o  comunque a filiera corta: agnello, uova, formaggio pecorino, spezie ed erbe aromatiche, vini, pasta fresca fatta a mano e non da ultimo l’olio extravergine di oliva che accompagna ogni piatto. Qui, dall’antipasto alla spinese alla frittata al tartufo, tutto è cucinato secondo la tradizione che vede lo chef Assisani alla guida dei fornelli, insieme ad una squadra di abili donne del piccolo borgo umbro.

Una sagra che si svolge senza interruzioni dal 1983, oggi frutto del duro lavoro della Pro loco di Spina guidata da Santino Fortunati, e per tanto da ritenersi la più storica del territorio di Campello. Da non sottovalutare il legame profondo con questo fazzoletto di Umbria: con i proventi delle precedenti edizioni sono stati realizzati progetti importanti di recupero artistico e architettonico come la chiesetta del piccolo paese. Ottima l’organizzazione: dalla raccolta differenziata dei rifiuti, ai tanti eventi collaterali alla sagra stessa, tra cui giornate di studio e formazione su temi ambientali e agricoli del territorio, nonché manifestazioni ludiche come gare di canto e serate danzanti.

“Non ce lo aspettavamo, – commenta il presidente Pro loco Santino Fortunati –perché non credevamo di poter competere con altre sagre che hanno una realtà territoriale più grande della nostra. Questa è una vera sagra paesana, fatta dalla gente del posto che vive ancora qui, nonostante tante difficoltà. Un evento difficile da gestire e organizzare, ma che ogni anno ci regala tante soddisfazioni e tanti complimenti dai nostri visitatori che arrivano qui anche dalle regioni vicine”. 

IL MEGLIO DELLA SAGRA DEL TARTUFO DI SPINA DI CAMPELLO: DIETRO LE QUINTE AI FORNELLI (fotogallery)

Terza classificata la Sagra della Ciliegia di Capodacqua d’Assisi organizzata dall’omonima Pro loco ‘Francesco Dattini’, che conta ben 32 edizioni. Una festa attesa poiché sembra veramente aprire la stagione estiva, ogni anno a giugno. Degno di una Stella Michelin il carpaccio di tacchinella con ciliegie mandorle e grana, ottimo anche il risotto alla ciliegia. Un grande spazio, lo cherry village, allieta i visitatori con momenti dedicati ai giochi e ai laboratori di cucina. Anche in questo caso esiste un forte e antico legame tra questo goloso frutto e il paesino di Capodacqua, dove la coltivazione di ciliegie risale ad alcuni secoli fa.

Ma se c’è un requisito fondamentale che accomuna queste tre sagre, forse più di altre feste paesane che celebrano le ricchezze della gastronomica regionale, è senz’altro il senso di socialità e appartenenza alla comunità che attraverso la sagra stessa si riesce a trasmettere ai tanti, tantissimi appassionati di buon cibo tipico. Qui arrivano visitatori da tutta l’Umbria e moltissime persone da fuori regione, sorpresi nel vedere quanto e in che modo queste località spesso lontane dai centri abitati più corposi siano vive e propositive.

Al primo classificato, oltre all’attestato di merito, andrà un premio di 5.000 euro, al secondo di 3.000 e al terzo di 2.000. Soldi che le Pro loco spenderanno per dare ancora più qualità alle loro e nostre, amate sagre. Impossibile perderle. 

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