A Rebibbia un confronto sul cibo: cultura alimentare, scelte consapevoli e diritto alla qualità
26/01/2026
A Roma, nella Casa di Reclusione di Rebibbia, si è tenuto l’incontro “Il nostro cibo, la nostra vita”, promosso da CREA e Fondazione Aletheia con l’obiettivo di portare dentro un contesto spesso escluso dal dibattito pubblico una discussione concreta: cosa significa, oggi, scegliere un’alimentazione sana e di qualità, e quali strumenti servono per non restare intrappolati tra slogan, promesse facili e informazioni parziali.
Protagonisti della mattinata gli studenti della sezione carceraria ITA Emilio Sereni, tutti maggiorenni (dai 21 anni in su), che hanno trasformato l’incontro in un vero scambio, facendo emergere bisogni pratici e domande dirette. A dialogare con loro Stefania Ruggeri, nutrizionista e prima ricercatrice del CREA, e Riccardo Fargione, direttore della Fondazione Aletheia: un confronto pensato per andare oltre la teoria, mettendo sul tavolo i meccanismi che influenzano quotidianamente ciò che finisce nei carrelli e nei piatti.
Etichette, marketing e scelte quotidiane: le domande degli studenti
Gli interventi degli studenti hanno toccato temi molto diversi, ma legati da un filo comune: capire come orientarsi quando il mercato e la comunicazione rendono difficile distinguere tra informazione e persuasione. Si è parlato di etichette, lettura degli ingredienti, messaggi pubblicitari e strategie di marketing che, con linguaggi sempre più sofisticati, possono spostare l’attenzione dalla sostanza alla promessa. Nel confronto sono entrati anche argomenti che alimentano discussioni accese nel settore agroalimentare, dalle TEA alla carne coltivata, fino al modo in cui queste innovazioni vengono raccontate e percepite.
In un contesto come quello carcerario, la domanda di fondo assume un peso particolare: una dieta equilibrata e gustosa può essere davvero accessibile, senza trasformarsi in un lusso, e quali competenze servono per fare scelte realistiche, sostenibili e utili alla salute.
Ricerca pubblica e inclusione: il cibo come diritto e come opportunità
Le conclusioni sono state affidate a Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del CREA, e a Dominga Cotarella, presidente di Campagna Amica. Il senso dell’iniziativa è stato ribadito con chiarezza: parlare di alimentazione non significa soltanto discutere di nutrizione, ma entrare in una dimensione che riguarda dignità, consapevolezza, capacità di decidere per sé.
Riccardo Fargione ha insistito sul valore del cibo come leva che intreccia salute, ambiente ed economia, ma anche come strumento di inclusione e possibilità di riscatto, richiamando l’idea di un’agricoltura capace di generare opportunità attraverso un approccio multifunzionale. Zaganelli, dal canto suo, ha rimarcato un punto spesso sottovalutato: la ricerca pubblica non si esaurisce nell’innovazione, perché diventa davvero utile quando la conoscenza è accessibile, comprensibile e spendibile nella vita quotidiana, soprattutto quando in gioco ci sono scelte che incidono direttamente sulla salute.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to