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Biocontrollo, al MASAF il confronto sulle soluzioni “bio” per la difesa delle colture

29/01/2026

Biocontrollo, al MASAF il confronto sulle soluzioni “bio” per la difesa delle colture

Roma – Nel Parlamentino Cavour del MASAF, ieri 28 gennaio 2026 alle ore 10, si è tenuto il convegno “Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili”, promosso da Fondazione UniVerde, Università Federico II di Napoli e Re.N.Is.A., con il patrocinio del CREA e la presenza del Ministro Francesco Lollobrigida. Per il CREA è intervenuta la Direttrice Generale Maria Chiara Zaganelli.

Il tema, ormai al centro delle agende tecniche e politiche, è stato affrontato con un taglio operativo: non un manifesto di buone intenzioni, ma una ricognizione sulle tecniche disponibili, sui limiti dell’attuale quadro regolatorio e sulle condizioni necessarie perché il biocontrollo diventi davvero parte integrante della cassetta degli attrezzi dell’agricoltore.

Cosa cambia quando la protezione delle colture diventa “biologica”

Con biocontrollo si intende l’insieme di strategie che impiegano organismi viventi, sostanze naturali o loro derivati per contenere patogeni e parassiti, riducendo l’impatto di una difesa fondata quasi esclusivamente su soluzioni convenzionali. L’argomento non riguarda solo l’ambiente: entra in gioco la stabilità produttiva in un contesto segnato da stress abiotici, nuove pressioni fitosanitarie e un clima che rende più frequenti situazioni estreme.

Durante i lavori è emerso un punto chiave: molte soluzioni esistono già, ma restano marginali per motivi pratici (tempi autorizzativi, disponibilità sul mercato, scarsa uniformità delle procedure, necessità di assistenza tecnica in campo). L’effetto è un paradosso: da un lato cresce la domanda di produzioni con profili di salubrità elevati, dall’altro l’adozione degli strumenti “bio” procede più lentamente rispetto alle esigenze reali della filiera.

Europa e mercato: definizioni chiare e iter più rapidi

Un passaggio significativo del dibattito riguarda il piano europeo. La richiesta di ampliare l’accesso a nuove soluzioni di biocontrollo si lega anche alla riduzione degli strumenti tradizionali disponibili e, più in generale, alla traiettoria della decarbonizzazione industriale e agricola. In questo quadro, la Commissione UE sta valutando correttivi che mirano a colmare le lacune del Regolamento (UE) 1107/2009, introducendo una definizione più netta di biocontrollo e rendendo più snello e uniforme l’iter di autorizzazione a livello europeo.

L’incontro al MASAF ha ribadito un’esigenza concreta: se il biocontrollo deve diventare una leva di competitività, servono regole leggibili, tempi certi e un approccio integrato che affianchi ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico. Anche la dimensione sociale conta: innovazione significa attrarre competenze, sostenere il reddito agricolo e rendere più resiliente un settore che oggi lavora su margini spesso stretti, con rischi crescenti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.