Nasce Campus Peroni: birra 100% italiana con il supporto dell’Università di Perugia

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Il progetto dell’industria brassicola e CREA coinvolge alcune importanti Facoltà di Agraria. Gli studenti, affinacati da tutor, seguiranno lezioni e workshop accompagnando il processo produttivo.

di Redazione

Una birra da malto 100% italiano e sostenibile, prodotta grazie al supporto dei giovani studenti della Facoltà di Agraria di Perugia. E’ il nuovo volto della Birra Peroni che prende forma dalla collaborazione tra la famosa industria brassicola, CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura) e alcuni importanti atenei del Centro Italia.

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Il progetto denominato Campus Peroni, una nuova realtà per la formazione e l’innovazione che punta a potenziare la filiera locale dalla coltivazione di orzo distico fino al processo di maltazione, è stato presentato lunedì 18 giugno a Roma, alla presenza del Sottosegretario all’Agricoltura Alessandra Pesce, il presidente del CREA Salvatore Parlato, il direttore Relazioni Esterne e la Brand Manager di Peroni Federico Sannella e Chiara Di Pietro.

In sostanza, grazie ad un protocollo d’intesa, vengono messe a sistema e implementate le iniziative di formazione e training che l’importante brand sviluppa a sostegno della sua filiera agricola, con l’obiettivo di “coltivare la cultura della qualità fin dai banchi di studio”. Per questo hanno aderito i Dipartimenti di Scienze Agrarie delle Università di Perugia, Firenze, Teramo e Tuscia, i cui studenti avranno la possibilità di seguire un percorso didattico con lezioni frontali, workshop e visite sul campo accompagnati da agricoltori che faranno da tutor. Un’esperienza utile a confrontarsi, già prima della laurea, con uno delle principali aziende a marchio italiano sul mercato.  

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La collaborazione con il mondo accademico, fa sapere l’azienda, garantirà inoltre un’opportunità in più anche ai 1.500 agricoltori della filiera Peroni, ad oggi al lavoro su circa 17.000 ettari di campi coltivati ad orzo tra Umbria, Lazio, Toscana, Molise, Abruzzo, Friuli, Marche, Campania e Puglia. Nell’ambito di Campus Peroni saranno proprio loro, infatti, ad essere coinvolti in un Master di I livello in Agricoltura di Precisione istituito dall’Università di Teramo in collaborazione con lo stesso CREA.

“La filiera orzo-birra – ha dichiarato Salvatore Parlato (presidente CREA)  – richiede l’uso di varietà di orzo appositamente selezionate e adatte alle condizioni pedoclimatiche italiane così come l’uso di tecnologie di precisione per la gestione e il monitoraggio delle colture, utilizzando anche sistemi di integrazione di dati diversi, compresi quelli meteorologici”. “La qualità Peroni – ha invece detto Chiara Di Pietro (Peroni Family Brand Manager) – nasce e cresce durante quel percorso che lega la passione dei nostri agricoltori, che lavorano per produrre l’orzo che diventerà poi malto 100% italiano, all’esperienza dei mastri birrai che forgia le caratteristiche uniche della nostra birra”.

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La bionda italiana per eccellenza è nata a Vigevano nel 1846. Dopo la prima grande espansione aziendale durante il secondo dopoguerra, nel 2003 era passata nella proprietà della multinazionale bela-brasiliana AB Inbev, poi alla giapponese Asahi Breweries nel 2016. Nonostante il cambio di proprietà, il brand italiano ha deciso di continuare ad investire nel malto e nel granoturco di coltivazione locale. Tra il  2016 e il 2017, l’azienda ne ha acquistato oltre il 20% del proprio fabbisogno dall’Umbria.

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