Come si fa il pesto alla genovese: metodo tradizionale, ingredienti e accorgimenti fondamentali
19/01/2026
Preparare il pesto alla genovese significa confrontarsi con una delle ricette più identitarie della cucina italiana, dove ogni gesto ha un senso preciso e ogni ingrediente svolge un ruolo non sostituibile. Il pesto non è una salsa qualunque, ma il risultato di un equilibrio delicato tra profumo, grassi, freschezza e lavorazione a freddo. Capirne il metodo permette di ottenere un risultato fedele alla tradizione, evitando errori comuni che ne alterano colore, aroma e consistenza.
Il punto centrale non è la difficoltà tecnica, ma il rispetto della materia prima e dei tempi. Il pesto nasce da un’operazione semplice solo in apparenza, che richiede attenzione più che velocità.
Gli ingredienti
Il pesto alla genovese si basa su pochi ingredienti, ma ciascuno deve essere scelto con cura. Il basilico è l’elemento principale e deve essere fresco, profumato e con foglie giovani, prive di sentori amari. L’olio extravergine d’oliva ha la funzione di legare e veicolare gli aromi, mentre i pinoli apportano rotondità e una nota dolce che bilancia l’intensità dell’aglio.
I formaggi, Parmigiano Reggiano e Pecorino, contribuiscono struttura e sapidità, mentre l’aglio, usato con moderazione, completa il profilo aromatico senza sovrastarlo. Il sale, infine, non è solo un correttore di gusto, ma uno strumento che aiuta a lavorare le foglie durante la pestatura.
Il ruolo del mortaio nella preparazione tradizionale
Il metodo tradizionale prevede l’uso del mortaio, preferibilmente in marmo con pestello in legno. Questa scelta non è casuale: la lavorazione manuale consente di rompere le fibre del basilico senza ossidarle, preservando colore e profumo. Il movimento circolare del pestello permette di estrarre gli oli essenziali in modo graduale, creando una crema uniforme e brillante.
La preparazione in mortaio richiede tempo e pazienza, ma restituisce un pesto più complesso e profumato rispetto alle versioni ottenute con strumenti elettrici, che tendono a scaldare e ossidare gli ingredienti.
L’ordine corretto degli ingredienti
Nel pesto alla genovese, l’ordine di inserimento degli ingredienti è fondamentale. Si inizia schiacciando l’aglio con il sale, fino a ottenere una pasta. A questo punto si aggiungono i pinoli, lavorandoli fino a incorporarli completamente. Solo dopo si uniscono le foglie di basilico, poche alla volta, con movimenti delicati ma continui.
Quando il composto assume una consistenza cremosa, si aggiungono i formaggi grattugiati, amalgamandoli senza forzare. L’olio extravergine viene versato a filo, mescolando fino a ottenere una salsa omogenea. Questo ordine evita che il basilico venga stressato e mantiene il colore verde vivo.
Pesto con il frullatore: come ridurre gli errori
Quando non si dispone di un mortaio, è possibile utilizzare un frullatore, consapevoli però dei limiti dello strumento. La velocità e il calore sono i principali nemici del pesto. Per ridurre l’ossidazione, è importante lavorare a impulsi brevi, mantenendo gli ingredienti freddi e aggiungendo l’olio solo alla fine.
Anche in questo caso, l’ordine degli ingredienti resta rilevante. Un frullatore usato senza attenzione produce un pesto scuro e meno aromatico, che si discosta sensibilmente dalla versione tradizionale.
Consistenza e colore: come riconoscere un buon pesto
Un pesto alla genovese ben riuscito ha una consistenza cremosa ma non liquida, con una grana fine e uniforme. Il colore deve essere verde brillante, segno di una lavorazione corretta e di ingredienti freschi. Al palato, il gusto è equilibrato, con nessuna nota dominante.
Un pesto troppo scuro, amaro o eccessivamente denso indica errori nella scelta del basilico, nella lavorazione o nella proporzione dei grassi. Questi segnali aiutano a correggere il metodo nelle preparazioni successive.
Uso del pesto e abbinamenti tradizionali
Il pesto alla genovese nasce come condimento per la pasta, in particolare per formati come trofie e trenette. La sua funzione è avvolgere, non coprire, e va sempre stemperato con un po’ di acqua di cottura per ottenere una distribuzione uniforme.
Tradizionalmente accompagna anche patate e fagiolini, cotti insieme alla pasta, creando un piatto completo e bilanciato. Usarlo a crudo, senza ulteriori cotture, è essenziale per preservarne l’aroma.
Conservazione e preparazione in anticipo
Il pesto è una salsa delicata che tende a ossidarsi. Se preparato in anticipo, va conservato in frigorifero in un contenitore ben chiuso, con uno strato di olio in superficie per limitare il contatto con l’aria. Anche in questo caso, la qualità iniziale degli ingredienti incide sulla durata. Consumare il pesto fresco resta la scelta migliore, perché è in quel momento che esprime al massimo il suo profilo aromatico.