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Frutta a guscio, la ricerca accelera la filiera italiana: risultati del progetto VALO.RE. I.N. CA.M.P.O.

26/01/2026

Frutta a guscio, la ricerca accelera la filiera italiana: risultati del progetto VALO.RE. I.N. CA.M.P.O.

L’Italia consuma sempre più frutta a guscio, ma la produzione nazionale non riesce ancora a coprire il fabbisogno interno, lasciando spazio al prodotto importato e mettendo sotto pressione aziende e territori, tra concorrenza internazionale, cambiamento climatico e fitopatie. In questo contesto si inserisce VALO.RE. I.N. CA.M.P.O. – “Azioni di VALOrizzazione e REcupero per le filiere Italiane di Nocciolo, CAstagno, Mandorlo, Pistacchio e carrubO” – progetto finanziato dal MASAF e coordinato dal CREA, con il contributo delle Università di Torino, Firenze, Bari, Palermo e Catania. I risultati finali sono stati presentati a Roma, nella sede del CREA, delineando un pacchetto di innovazioni pensate per rendere la filiera nazionale più produttiva, resiliente e competitiva.

Dal campo al vivaio: varietà, portainnesti e difesa fitosanitaria

Il progetto ha coinvolto 13 unità operative e si è articolato in cinque linee di lavoro: valorizzazione e recupero delle filiere castanicola, mandorlicola, pistacchicola e carrubicola, oltre a un’analisi statistico-economica di filiera. La strategia è stata chiara: mettere la ricerca in dialogo con chi produce e trasforma, coinvolgendo imprenditori agricoli, vivaisti e operatori della trasformazione per trasferire conoscenze su genetica, tecniche colturali, sostenibilità e innovazione di processo e di prodotto.

Sul fronte agronomico e fitosanitario, i ricercatori hanno studiato portainnesti specifici per migliorare l’adattamento delle varietà ai nuovi scenari climatici e hanno individuato strategie di contenimento delle fitopatie attraverso l’impiego di germoplasma sanitariamente controllato, riducendo il rischio di introdurre materiale non idoneo e rafforzando la tenuta complessiva degli impianti. In parallelo sono stati predisposti sistemi di gestione agronomica sostenibili e valutazioni post-raccolta utili a tutelare la qualità, valorizzare le componenti nutrizionali e nutraceutiche e aprire spazi su mercati più remunerativi.

Mandorlo, castagno e carrubo: innovazioni che parlano di acqua, prodotti e circolarità

Per i mandorleti, messi alla prova da estati più lunghe e stress idrici ricorrenti, sono state messe a punto strategie irrigue e sistemi di monitoraggio avanzati per aumentare l’efficienza nell’uso dell’acqua. Uno studio pubblicato su Scientia Horticulturae segnala la possibilità di risparmiare oltre il 20% di acqua nella fase delicata di riempimento del seme senza penalizzare resa e qualità: un’indicazione operativa, preziosa per chi deve conciliare costi, disponibilità idrica e standard produttivi.

Sul versante castanicolo emerge una linea di valorizzazione che guarda oltre il prodotto tradizionale, puntando anche su referenze oggi ancora di nicchia: birre alle castagne e idromele da miele di castagno. La mappatura svolta a fine 2025 ha censito oltre 100 referenze di birre artigianali a base di castagne (frutto, farina e/o miele) prodotte da circa 70 birrifici in quasi tutta Italia, a fronte di 13 referenze di idromele, concentrate soprattutto in Piemonte. Le prospettive di sviluppo sono legate anche a caratteristiche intrinseche della castagna, naturalmente priva di glutine e con un corredo fitochimico che può sostenere prodotti e bevande a maggiore valore aggiunto, con ricadute potenziali sulle aree marginali e sul turismo esperienziale.

Per il carrubo, l’attenzione si è spostata sulla economia circolare: residui della lavorazione dei semi, finora considerati scarti industriali, possono diventare materia utile per energia e ammendanti agricoli, riducendo sprechi e migliorando la sostenibilità del ciclo produttivo.

Accanto ai risultati di campo, il progetto ha evidenziato progressi nel vivaistico, grazie a protocolli innovativi di micropropagazione pensati per potenziare, con materiale certificato di alta qualità, la filiera italiana del mandorlo, storicamente complessa da propagare.

Una filiera più solida: redditività, biodiversità e scelte imprenditoriali

VALO.RE. I.N. CA.M.P.O. consegna anche strumenti per orientare le decisioni aziendali: l’analisi della redditività diventa un supporto concreto nella scelta delle specie da coltivare, mentre le analisi molecolari consentono di stimare la consistenza reale del patrimonio di agro-biodiversità nazionale, elemento decisivo per proteggerlo e valorizzarlo. Il quadro che emerge è quello di una filiera italiana della frutta a guscio capace di crescere puntando su qualità, identità territoriale, innovazione tecnica e sostenibilità, con un potenziale commerciale più robusto e una maggiore capacità di risposta alle pressioni esterne.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.