Grani antichi: storia, caratteristiche e proprietà in un convegno a Bettona

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L’approfondimento è organizzato dall’Associazione Progetto Terre di Bettona per giovedì 26 luglio alle 17.30. Parteciperanno esperti della produzione e della ricerca, poi una degustazione.

di Filippo Benedetti Valentini

Un nuovo progetto per la coltivazione e trasformazione di grani antichi in Umbria, per riscoprire i sapori della tradizione e valorizzare la filiera locale attraverso la costituzione di una rete di produttori. Nasce l’Associazione Culturale “Progetto Terre di Bettona”: un approccio innovativo alla cultura del territorio, all’ambiente e alla salute.

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L’associazione, appena costituita, al momento è composta da agronomi e agricoltori, nella prospettiva però di allargarsi alla partecipazione di trasformatori, mugnai, pastai, cuochi, fornai, studiosi e medici: un gruppo di lavoro che possa produrre, studiare e divulgare la qualità dei grani una volta largamente impiegati per pane e pasta, ma ormai da alcuni anni sostituiti da varietà più adatte alle produzioni su larga scala. L’iniziativa sarà presenterà ufficialmente al pubblico in un incontro dal titolo “Vivere Insieme il Territorio” che si terrà giovedì 26 luglio alle 17.30 nella Sala del Cenacolo di Bettona. Un convegno in cui si parlerà di varietà tradizionali di grano, con la loro storia, caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Grani che, al termine dell’approfondimento, presso i Giardini di Santa Caterina di Bettona, sarà possibile degustare in un menù completo cucinato da Elena Tortoioli, cuoca dell’Agriturismo Il Podere. Una cena aperta a tutti che potrà essere prenotata consultando “Progetto Terre di Bettona” sul sito internet, sulla pagina Facebook o chiamando il 333.8363299.

Perché i grani antichi?

I cosiddetti “grani antichi” sono varietà di frumento tradizionalmente coltivate in Italia fino alla prima metà del ‘900. Ma, per esigenze produttive e di consumo, sono state sostituite da altre cultivar – come il Creso – che garantiscono alte rese sul campo e una maggiore elasticità degli impasti. Tutto ciò, però, a discapito delle qualità organolettiche. Infatti, le varietà Verma, Gentil Rosso e il più noto Senatore Cappelli, coltivati dall’Associazione Culturale “Progetto Terre di Bettona”, hanno una fragranza e un sapore ricco di sfumature praticamente impossibili da ritrovare nella pasta, pane e dolci in genere disponibili nella grande distribuzione. Inoltre, un ridotto apporto di glutine, pur richiedendo particolare attenzione durante la cottura, è garanzia di alta digeribilità del prodotto. Non solo. I grani antichi sono piuttosto rustici e resistenti agli agenti patogeni, dunque non hanno bisogno di trattamenti chimici invasivi e sono più sostenibili.

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Il convegno

Di tutto questo ne parleranno, insieme a Francesco Brenci, Presidente della Pro Loco di Bettona che ha deciso di inserire la giornata come avvio della tradizionale Sagra dell’Oca, l’agronomo Matteo Pennacchi in rappresentanza dell’Associazione Progetto Terre di Bettona, il Prof. Stefano Benedettelli, Docente di Genetica Agraria e di Miglioramento Genetico delle Specie Vegetali all’Università di Firenze, che spiegherà cosa sono, dal punto di vista scientifico, i grani antichi e gli studi attuali sul loro possibile miglioramento. Poi  Alessandra Sommovigo, del CREA DC Bologna, che illustrerà le normative legate ai grani antichi e al loro sviluppo, l’agronomo Donato Silveri che porterà l’esperienza della Solina d’Abruzzo, una varietà di frumento sviluppato sulle montagne abruzzesi e Giordano Stella dell’Associazione Coscienza Verde che presenterà uno studio su produzioni e consumi locali.

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