Intesa Coldiretti-Anci: cibo più trasparente, mense più locali, Comuni in prima linea
26/01/2026
Un protocollo firmato a Roma tra Coldiretti e Anci apre una collaborazione stabile tra il mondo agricolo e i Comuni italiani, con un obiettivo dichiarato: trasformare la qualità del cibo, l’educazione alimentare e la valorizzazione dei territori in politiche concrete, misurabili, replicabili in modo omogeneo. L’accordo riconosce all’agricoltura un ruolo che va oltre la produzione: presidio del paesaggio, contributo alla salute pubblica, coesione sociale. E assegna agli enti locali una funzione di cabina di regia, perché è nei capitolati delle mense, nelle autorizzazioni degli spazi urbani, nelle scelte di pianificazione che si decide se la filiera corta resta un’aspirazione o diventa un servizio.
Mense scolastiche e ristorazione collettiva: più origine, più criteri, più controlli
Il capitolo più operativo riguarda la ristorazione collettiva, con l’impegno ad aumentare la quota di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e da filiere corte nelle mense pubbliche e scolastiche. La leva individuata è quella degli atti amministrativi: supporto ai Comuni nella scrittura di capitolati e disciplinari che introducano criteri di qualità, tracciabilità e origine, riducendo le zone grigie che spesso accompagnano le forniture.
A motivare la scelta viene richiamata anche la domanda sociale: secondo un’indagine Coldiretti/Censis, solo una minoranza considera adeguate le informazioni oggi disponibili nelle mense, mentre la richiesta di alimenti freschi e di stagione è nettissima. Il protocollo, in sostanza, prova a tradurre questa aspettativa in regole di gara e in standard verificabili, per evitare che la “qualità” resti una parola buona per i comunicati e poco utile nei piatti.
Accanto ai temi alimentari, le parti indicano la necessità di un confronto periodico su materie di competenza comunale che impattano direttamente sulle imprese agricole, con una particolare attenzione alla TARI, dove si chiede un approccio più aderente alle peculiarità dei rifiuti prodotti dal settore.
Educazione alimentare, mercati contadini e servizi di prossimità
L’intesa dedica spazio anche all’educazione alimentare, soprattutto rivolta ai più giovani: percorsi didattici, laboratori e progetti territoriali per promuovere stili di vita corretti, valorizzare la Dieta Mediterranea e contenere la diffusione dei prodotti ultra-formulati. L’idea di fondo è che scuola, famiglie e produttori possano tornare a parlarsi, non per nostalgia, ma perché il legame con il cibo è un fatto culturale prima che nutrizionale.
Un’altra linea di lavoro riguarda i mercati contadini di Campagna Amica, con l’indicazione di individuare strutture comunali idonee, soprattutto nei centri minori dove la desertificazione commerciale indebolisce servizi e relazioni. In questo quadro, la Fondazione Campagna Amica viene indicata come snodo operativo: rete di mercati, fattorie didattiche, iniziative di agricoltura sociale utili ad ampliare l’accesso a cibo sicuro e di qualità.
Il protocollo tocca infine filiere corte, turismo rurale, tutela del suolo agricolo e agricoltura sociale come welfare di prossimità, con un focus su imprenditoria giovanile e femminile, letta come leva di innovazione e rigenerazione territoriale.