L’aglio: come coltivarlo e le sue proprietà benefiche
14/01/2026
L’aglio continua a occupare un posto stabile nelle cucine, negli orti e nella tradizione popolare, non solo per il suo profilo aromatico, ma per il legame stretto con la salute e con una pratica agricola semplice, alla portata di molti. Una pianta che, osservata da vicino, unisce valore estetico, rusticità e un patrimonio nutrizionale tutt’altro che marginale.
Coltivare l’aglio: tempi, varietà e piccoli accorgimenti
L’aglio appartiene alla famiglia delle liliacee e presenta numerose varietà, diverse per colore, sapore e capacità di conservazione. Gli agli bianchi sono generalmente più longevi una volta raccolti, mentre quelli rosa o rossi offrono un gusto più delicato e vengono spesso preferiti per un consumo più immediato. Tra le varietà locali spiccano, ad esempio, gli agli rosa e rossi coltivati in alcune aree dell’Italia centrale, apprezzati per equilibrio aromatico e adattabilità.
La messa a dimora dei bulbi segue un calendario legato al clima. Le varietà rosa o rosse possono essere piantate in novembre, quando il terreno non è ancora freddo, purché sia ben drenato e non eccessivamente compatto. L’aglio predilige condizioni miti e comincia a germinare con i primi tepori primaverili, intorno ai 20 gradi. Per l’aglio bianco, invece, il periodo più indicato è gennaio.
Gli spicchi vanno interrati con l’apice rivolto verso l’alto, lasciandolo appena affiorare dal suolo. In caso di fioritura precoce è consigliabile eliminare lo scapo fiorale, così da evitare che le risorse nutritive vengano sottratte allo sviluppo del bulbo. La coltivazione è possibile anche in vaso, a patto di rispettare una distanza di circa 15 centimetri tra una pianta e l’altra.
La raccolta avviene quando le foglie risultano completamente secche. Le piante vengono estirpate, lasciate ad asciugare al sole e poi private del bulbo, pronto per essere conservato e consumato.
Dal campo alla tavola: un concentrato di benefici
L’aglio non è soltanto un ortaggio: è una piccola riserva di micronutrienti. Contiene potassio, selenio, calcio, fosforo, oltre a vitamina C e vitamine del gruppo B. Questo profilo spiega il suo ruolo nella prevenzione di disturbi cardiovascolari come aterosclerosi, ipercolesterolemia, ipertensione e malattie coronariche.
Il suo consumo è associato anche al sostegno della salute delle ossa e del sistema immunitario. Un capitolo a parte riguarda l’allicina, la molecola responsabile dell’odore pungente e delle proprietà antibatteriche: una sostanza studiata per la capacità di contrastare infezioni e supportare le difese naturali dell’organismo.
È vero, l’aglio non è sempre facile da digerire e richiede un uso consapevole, soprattutto a crudo. Ma proprio questa sua forza, se dosata con attenzione, lo rende un alleato prezioso nella dieta quotidiana. Una pianta umile, coltivabile anche in spazi ridotti, capace di attraversare cucina, medicina popolare e immaginario collettivo con la stessa intensità.
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