Pac 2028-2034: dieci miliardi in più all’agricoltura italiana
di Andrea Bianchi
14/01/2026
Il risultato ottenuto dal Governo italiano sul futuro della Politica agricola comune viene definito senza esitazioni “impensabile” da Coldiretti. L’annuncio di dieci miliardi di euro in più destinati agli agricoltori italiani nella programmazione Pac 2028-2034, rispetto alle risorse attuali, segna un passaggio politico rilevante dopo mesi di pressione istituzionale e mobilitazioni del mondo agricolo, in Italia e a Bruxelles. Un incremento netto di un miliardo che ribalta l’ipotesi iniziale di riduzione dei fondi e che viene attribuito al ruolo determinante svolto dal Governo e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Secondo Coldiretti, il risultato rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate dal settore primario, sostenute anche da manifestazioni pubbliche, l’ultima delle quali lo scorso 18 dicembre nella capitale belga, nel momento più delicato del confronto europeo sulla futura architettura della Pac.
Fondi Pac e reddito agricolo: un cambio di rotta
L’aumento delle risorse viene letto come un passo indietro rispetto al tentativo di ridimensionamento dei fondi agricoli ipotizzato in ambito europeo. Per l’organizzazione agricola, il rafforzamento del budget è essenziale per garantire la difesa del reddito degli agricoltori, in una fase segnata da costi di produzione elevati, instabilità dei mercati e crescente pressione ambientale.
Accanto alla questione finanziaria, Coldiretti richiama l’urgenza di interventi su altri fronti. Tra questi, la richiesta di azzeramento immediato del dazio sui fertilizzanti introdotto con il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM), ritenuto penalizzante per le imprese agricole europee in termini di competitività.
L’organizzazione sottolinea però che agli annunci devono ora seguire atti legislativi europei chiari e vincolanti, capaci di evitare margini di discrezionalità nell’utilizzo delle risorse e di assicurare che i fondi aggiuntivi siano effettivamente destinati al sostegno del settore primario.
Clausole di salvaguardia e reciprocità: luci e ombre
Sul piano commerciale, Coldiretti riconosce un miglioramento sulle clausole di salvaguardia per i prodotti agricoli sensibili. Grazie all’azione del Governo italiano, la soglia che fa scattare le tutele è stata ridotta dal 10% al 5%, rendendo più rapido l’intervento in caso di squilibri sul mercato.
Restano invece giudicati insufficienti i requisiti di reciprocità. L’Italia ha chiesto il divieto di importazione di prodotti agricoli contenenti residui di sostanze vietate nell’Unione europea, ma la risposta definitiva è ora attesa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Per Coldiretti, la reciprocità resta un nodo centrale e non negoziabile: chi esporta verso l’Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari imposti alle imprese agricole europee. Senza questa condizione, l’aumento dei fondi rischia di non essere sufficiente a compensare la concorrenza di prodotti ottenuti con regole meno stringenti.
Dalla trattativa politica alla fase attuativa
Il quadro che emerge è quello di un risultato politico significativo, ma ancora incompleto. L’incremento delle risorse Pac rappresenta una base solida, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità dell’Unione europea di tradurre gli impegni in norme operative e controlli coerenti. Per il mondo agricolo italiano, la partita si sposta ora dalla negoziazione alla fase attuativa, dove reddito, sostenibilità e concorrenza leale restano le variabili decisive.
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Andrea Bianchi
Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.