Pollo e tacchino le carni più richieste. I motivi del boom degli ultimi 5 anni

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Beef Connection’ – La rubrica di Assunta Susanna Bramante, Agronomo e Ph.D in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti. Secondo i dati Ismea il settore avicolo è oggi  un modello di efficienza. Antibiotici ridotti del 40%, sempre più controlli, carni dietetiche, più economiche e fuori dai limiti religiosi. Così volano i consumi.

di Assunta Susanna Bramante*

Rispetto agli altri comparti della zootecnia, il settore avicolo ha dimostrato di essere un modello produttivo efficiente, sia per quanto riguarda la produzione, sia per i traguardi raggiunti in ambito di qualità, sicurezza alimentare e rispetto del benessere animale e dell’ambiente.

Questa virtuosità è stata premiata, registrando un’importante crescita dei consumi nel quinquennio 2012-2016. In particolare i consumi pro capite di carne di pollo sono passati da 19,5 nel 2012 a 20,4 kg nel 2016, contro i 17,1 kg pro capite di carne bovina, diventando la categoria merceologica più acquistata nel 2016 (30%), soprattutto fra giovani sotto i 34 anni (+ 7%) e over 65 (+ 9%).

La carne di pollo è stata l’unica che ha registrato segnali positivi, anche per quanto riguarda la produzione interna, con un tasso di auto approvvigionamento superiore al 100% (110% nel 2016), segnando un + 2,9 rispetto al 2015.

Secondo i dati Istat, nel 2016 sono state prodotte oltre 1.366 tonnellate di carni avicole, (+ 5% rispetto al 2015), di cui quasi 981.000 di carni di pollo (+ 5,6%) costituite per l’85% da pollo pesante. Anche la produzione di carne di tacchino ha visto un aumento di 6 punti percentuali.

Considerando che il settore avicolo ricopre un ruolo importante nell’agroalimentare, con un valore alla produzione di oltre 2,71 miliardi, fa piacere sapere di questi riscontri positivi, ai quali si devono aggiungere quelli relativi alla particolare efficienza organizzativa nei controlli e nella gestione delle emergenze, tra i più virtuosi in ambito europeo, come riportato dal Ministero della Salute e come dimostra anche il raggiungimento dell’obiettivo della riduzione dell’uso degli antibiotici (-40%) con oltre un anno di anticipo.

Ad incidere sull’aumento dei consumi, oltre al fatto di essere l’unica carne esente da limitazioni di tipo religioso e alla diffusione di modelli nutrizionali che prediligono le carni bianche per motivi salutistici, la convenienza di prezzo sembra avere il peso maggiore, in quanto rende il suo consumo appetibile in periodi di difficoltà economica: infatti oltre il 70% degli acquisti delle carni avicole avviene nei supermercati e discount e la maggior parte degli acquirenti approfitta dei prodotti in promozione.

Sulle famiglie con reddito alto invece il pollo perde appeal, abbassando l’ago della bilancia (-8%), in quanto questa categoria di consumatori è più attratta da prodotti nuovi e alternativi, facendosi facilmente influenzare dalle mode del momento.

Per recuperare questa fetta di utenti l’industria di trasformazione delle carni avicole dovrebbe creare prodotti innovativi, pregiati e d’élite, in modo che non siano alla portata di tutti e che attirino l’attenzione di chi vuole distinguersi dalla massa.

Anche a livello europeo e mondiale siamo di fronte ad una continua crescita e si stima che nel 2026 sia la produzione che i consumi cresceranno ancora in Europa del 5%. Per le carni di pollame nel mondo si prevede, nel medio-lungo periodo, una crescita intorno al 2% all’anno, con una produzione totale di circa 134 milioni di tonnellate entro il 2024.

Un settore inarrestabile dunque, in controtendenza rispetto al resto dell’industria della carne, da prendere sicuramente come esempio per l’introduzione di sistemi di produzione moderni nel rispetto degli standard di qualità e ambiente e l’elevato grado di integrazione verticale, che permette un controllo ottimale dell’intero ciclo produttivo, oltre che per la capacità di andare incontro ai gusti e alle esigenze dei consumatori.

(Fonte: Ismea)

*Assunta Susanna Bramante ha lavorato in Italia e all’estero come ricercatrice. Sostiene la Dieta Mediterranea e il mangiar bene. Vive in Inghilterra e ha un blog: GenBioAgroNutrition. Per Saperefood scrive articoli divulgativi sulle scienze alimentari.

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1 Comment
  1. kinghua says

    Il secondo allevamento si trova in vicinanza del primo e vi erano presenti diverse specie avicole, tra cui galline, anatre, oche e pavoni.

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