L'informazione agroalimentare in Umbria

Ricerca e sviluppo agroalimentare, 560 milioni all’innovazione

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Una misura del Ministero per lo Sviluppo economico per il sostegno di imprese di qualsiasi dimensione. Ambiti: precision farming, tracciabilità, packaging, sicurezza alimentare e nutraceutica.

di Filippo Benedetti Valentini

Ricerca e sviluppo in ambito agroalimentare, 560 milioni di euro per le imprese italiane più innovative. Il Ministero dello Sviluppo economico annuncia un nuovo bando per la concessione di agevolazioni in favore di aziende che presentano progetti nell’ambito di aree tecnologiche tra cui l’Agrifood.

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Segnalato dal 3A- Parco Tecnologico Alimentare dell’Umbria, il decreto c’è, anche se il bando e i relativi modelli per la presentazione delle domande devono ancora essere pubblicati sul sito del Mise. Il provvedimento sosterrà i progetti volti alla realizzazione di nuovi prodotti o al miglioramento di processi e servizi connessi alla produzione. Potranno essere ammesse aziende di qualsiasi dimensione: industrie, imprese agricole e artigiane. Inoltre, potranno essere ammesse anche le società di servizi all’industria e i centri di ricerca.

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Gli ambiti di intervento

La misura è rivolta a tre ambiti tematici: “Fabbrica intelligente” (sistemi produttivi avanzati), “Scienze della vita” (medicina, biotecnologia e quant’altro) e “Agrifood”. Per quanto riguarda la produzione agroalimentare, il finanziamento sarà rivolto ai seguenti progetti:

  • Sviluppo dell’agricoltura di precisione;
  • Sistemi e tecnologie per packaging, conservazione, tracciabilità e sicurezza alimentare;
  • Produzione nutraceutica, nutri-genomica e di alimenti funzionali.

LEGGI IL DECRETO

Il finanziamento nelle regioni

Come riportato nel decreto ministeriale, sono disponibili oltre 560 milioni di euro complessivi, dei quali 287,6 milioni per le regioni del Sud che necessitano di maggiori incentivi allo sviluppo (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), 100 milioni per le regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e 175,1 milioni per le restanti regioni tra cui l’Umbria.

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Criteri di valutazione

Per i progetti più piccoli (con costi ammissibili da 800 mila euro fino a 5 milioni) sarà applicata una procedura valutativa “a sportello”; per quelli compresi tra 5 e 40 milioni di euro l’intervento sarà attuato con una procedura valutativa negoziale. Le risorse sono a valere sul PON Imprese e Competitività 2014-2020 FESR e sul Fondo per la crescita sostenibile. Con successivo decreto direttoriale, fa sapere il Mise, saranno aperti i termini per la presentazione delle domande e verranno definiti i criteri di valutazione dei progetti. La divisione ministeriale responsabile è la VII, “Interventi per Ricerca e Sviluppo” (contatti).

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