Una spremuta di vitamina C con i Sigilli di Campagna Amica
22/01/2026
La stagione degli agrumi entra nel vivo e, con essa, riaffiora un patrimonio agricolo che racconta territori, microclimi e saperi tramandati. Nei mercati di Campagna Amica questo patrimonio prende forma nei Sigilli, una selezione di produzioni identitarie che uniscono qualità, origine certa e legame profondo con le comunità locali. È un viaggio che attraversa la penisola, dalle coste calabresi alle colline liguri, dalle isole maggiori alle aree interne, dove la vitamina C non è solo un nutriente, ma il risultato di scelte agronomiche e ambientali precise.
Calabria: arance tardive e profumi antichi
Tra le vallate delle fiumare Gallico e Catona, nel territorio di Reggio Calabria, si coltiva l’arancia di Villa San Giuseppe, declinata nelle varietà Belladonna e Biondo tardivo di San Giuseppe. La maturazione lenta e l’equilibrio tra zuccheri e acidità la rendono adatta sia al consumo fresco sia alle trasformazioni: succhi, marmellate, miele e produzioni dolciarie, con una presenza naturale di vitamina C apprezzabile.
Sempre in Calabria, nell’area di Trebisacce, il biondo tardivo beneficia di un clima mitigato dal Massiccio del Pollino e di terreni leggermente acidi. La raccolta primaverile restituisce frutti compatti e ricchi di succo, riconosciuti per le loro qualità organolettiche. Nella Piana di Sibari, infine, sopravvive la limetta – o “piretta” – agrume raro dal profumo intenso, coltivato da decenni e unico nel panorama europeo.
Liguria e Sardegna: biodiversità tra costa e interno
In Liguria, tra Varazze e Pietra Ligure, il chinotto rappresenta una coltivazione storica, attestata dal Cinquecento e valorizzata dalla trasformazione in marmellate, canditi, liquori e nella celebre bibita. È un agrume che vive in equilibrio con il mare, fino a 300 metri di altitudine, e che ha trovato nei Sigilli un riconoscimento coerente.
Scendendo in Sardegna, il territorio di Muravera e del Sarrabus, nel Sud-Est, si distingue per arance a polpa bionda ricche di succo e zuccheri, frutto di aziende di dimensioni contenute e orientate alla qualità. Nel nuorese, invece, la Pompia racconta una storia di recupero e tutela: agrume autoctono rarissimo, buccia spessa e profumata, oggi protagonista di liquori, marmellate e del dolce tradizionale “sa pompìa”, salvato da progetti di agricoltura sociale.
Sicilia: colline, Madonie e maturazioni lente
In Sicilia, a Scillato, le arance bionde e ombelicate trovano condizioni ideali nelle aree collinari a ridosso delle Madonie. Qui la maturazione può spingersi fino ad aprile, offrendo un prodotto apprezzato in cucina e in pasticceria. L’altitudine e le escursioni termiche contribuiscono a un profilo aromatico riconoscibile, capace di distinguersi nei mercati locali e oltre.
Tra varietà tardive, agrumi rari e coltivazioni storiche, i Sigilli di Campagna Amica restituiscono una mappa dell’Italia agricola dove il valore nutrizionale si intreccia con identità e territorio. Una spremuta, in questo contesto, diventa un gesto che concentra stagionalità, qualità e cultura del cibo.
Articolo Precedente
Ue, via libera all’azzeramento dei dazi su alcuni fertilizzanti: ora la sfida è il CBAM
Articolo Successivo
Accordo Mercosur, Campagna Amica: «Così non tutela agricoltura e consumatori»